Vigilia di Europa League ad alta tensione..Tra la difesa di Borja..e l’Esbjerg..

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    Borja Valero EsbjergC’È L’EUROPA LEAGUE questa sera a Firenze, ma sono in pochi ad accorgersene. E non solo per il vantaggio (1-3 il parziale) messo in cassa forte sette giorni fa a casa dell’ Esbjerg.
    D’altra parte, in casa viola, i problemi sono altri. Così, la platea della conferenza stampa (obbligatoria) della vigilia dell’Europa League, diventa l’occasione migliore per ribadire i concetti ad alta tensione che hanno animato la giornata di martedì: gli errori degli arbitri, l’antipatia della Fiorentina, la reazione di Firenze e dei Della Valle.
    Se poi ad accendere il microfono è Borja Valero, ovvero il ’cattivo’ (si fa per dire) di Parma, colpito duro dal Giudice sportivo, beh… l’Esbjerg finisce per svanire dall’attenzione di giornalisti e tifosi.
    «TUTTO ciò che l’arbitro ha detto di me sono bugie — inizia la sua autodifesa il centrocampista spagnolo —. Tutto quello che è accaduto lunedì sera a Parma mi ferisce, sono troppo deluso dal sistema e da tutto quello che sta succedendo. E’ una mancanza di rispetto alla mia persona scrivere quello che ha scritto l’arbitro nel referto, non è vero niente. Mi sento offeso come uomo e come calciatore. Non ho fatto niente, non meritavo nemmeno il rosso: sono stato io a separare i giocatori che volevano spingersi l’un l’altro». 
    E ancora: «Ho preso io le mani in faccia e sono stato espulso io. E’ grave che l’arbitro abbia scritto quelle parole sulla sua relazione, perché certi episodi non si sono mai verificati».
    Amareggiato, deluso, offeso, arrabbiato. Non esiste un modo preciso e mirato per definire lo stato d’animo di Valero. Il giocatore viola quasi non pensa al ricorso con il quale la Fiorentina chiederà di rivedere quella punizione spropositata e cattiva. «Non me mi interessa niente delle giornate di squalifica — riprende Borja Valero —, che siano due, quattro o anche dieci, ma è una mancanza di rispetto nei miei confronti, è una mancanza di rispetto alla mia integrità morale. Tutto ciò che l’arbitro ha detto di me sono bugie. Mettetevi nei pieni panni. Tornato a casa, ho dovuto spiegare ad un bambino di 4 anni il perché di quanto accaduto. Ma come potevo farlo se nemmeno io ero riuscito a capirlo?».
    QUALCUNO prova a suggerirgli l’idea di presentarsi a Roma — proprio come in questa conferenza stampa per Europa League — per difendersi, farsi vedere in faccia, far capire che Gervasoni ha sbagliato. Ma Valero al blitz nella capitale non ci pensa. «Io a Roma davanti alla commissione? Non sapevo nemmeno si potesse fare, ma se davvero potessi non rinuncerei mai a difendermi, a spiegare le mie ragioni».
    «Io non ho fatto niente per essere espulso — è il concetto che vorrebbe ripetere all’infinito —, non ho mai spinto un arbitro e mai lo farò. In tutta la mia carriera ho fatto un errore sul campo (nel 2011 in Villarreal-Odessa ndr) e ho pagato con due giornate che mi sono servite per crescere in tutti i sensi».
    Borja Valero di una cosa è certo: stasera in campo ci sarà. Anche a causa di questo turn over obbligato a cui la ha costretto l’arbitro Gervasoni.
    «Esatto — conclude —. Giusto, adesso è il momento di pensare all’Esbjerg». Già, c’è l’Europa League. Ma chi se lo ricordava?