Viola assenti nella notte della protesta. Squadra scarica

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    Cuadrado contro Onazi in Fiorentina-Lazio 0-1Protestano i tifosi contro gli arbitri e protesta la classifica viola (terza sconfitta casalinga) mentre il Napoli allunga a più 7 grazie al pareggio di Livorno. Fragile e stanca la Fiorentina, che solo con le sostituzioni nel secondo tempo – perché tanto ritardo nei cambi? – ritrova lo spirito di squadra smarrito per oltre un’ora. Deludono in tanti, anche se la generosità dei singoli non è mai messa in dubbio. Con Montella in tribuna la Fiorentina sembra perdere lo stile di gioco e l’entusiasmo di attaccare grazie al possesso palla: una caratteristica messa in mostra solo a tratti, a fronte di una discontinuità di palleggio al di sotto di tutti gli standard. Meglio con Anderson e Wolski nel secondo tempo, mentre Gomez è distante dalla versione migliore di se stesso.
    Nella notte della protesta anti arbitri lo stadio si tappezza di striscioni e resta vuoto per dieci minuti, poi un ululato riempie il silenzio carico di rancore e cori depotenziati con acustica da seminterrato: i tifosi chiedono rispetto e insultano Braschi in tutte le lingue, compreso il mugellano, ma trovano la Fiorentina sotto di un gol per la prodezza che il difensore centrale Cana confeziona travestendosi da Klose. Nella circostanza la difesa va fuori tempo per un rimpallo e Gonzalo consegna di testa l’assist involontario per la mezza rovesciata che fulmina Neto. Non è una gran partenza e neanche una gran figura. Banti ammonisce Ambrosini per simulazione, anche se il contatto in area con Biglia c’è: l’arbitro punisce probabilmente la caduta plateale del centrocampista (che poi ammette la responsabilità rivolgendosi a Banti).
    La Fiorentina soffre fin dall’inizio in una serata in cui la Lazio sembra avere più forza e fisicità. Eppure – come i viola – arriva da un recentissimo match di Europa League, fra l’altro perso, in Bulgaria. Sulla panchina viola c’è Russo, che assomiglia a Montella solo per il cappottino corto, e l’impressione è che la Lazio abbia capito come far male: pressing alto, frenesia nei contrasti e blitz veloci dopo la riconquista della palla. Funzionano il giusto le catene esterne viola (Tomovic-Joaquin e Pasqual-Cuadrado), mentre Ambrosini e Mati non sfondano la linea di Biglia e Gonzalez. Poche tracce di Fiorentina, a parte un colpo di testa impreciso di Gonzalo, mentre la Lazio colpisce una traversa con Konko. Bisognerebbe cambiare qualcosa, la Fiorentina invece torna in campo con la stessa formazione. I minuti passano e la squadra mostra nervosismo e fragilità insospettabili. Ci si chiede perché Russo non cambi, essendo evidente l’assenza di idee che deriva da una crisi fisica.
    Entra Gomez al posto di uno spentissimo Joaquin (11’) e Anderson prende il posto di Ambrosini. Marione fa segno di lanciare palle alte, deviando una di queste offre un assist che Matri spedisce alto. La Fiorentina ha più energie, anche se lascia spazi clamorosi per i contropiede della Lazio (bravo Neto su Onazi). Entra Wolski per Matri e c’è più fantasia a centrocampo. Sarà un caso, ma prima Anderson e poi Aquilani impegnano Marchetti, mezzo fenomeno soprattutto sul colpo di testa del regista viola. E il risveglio in ritardo alimenta i dubbi sulla formazione iniziale.