Viola avanti in Coppa, ora c’è la Juventus agli ottavi di Europa League

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    Ilicic EsbjergTRE APPUNTAMENTI con la Juve in undici giorni, un’overdose di rancori dal 9 al 20 marzo fra Europa League e campionato: il match con Ejsberg serve alla Fiorentina solo per inaugurare ufficialmente la maratona bianconera in una serata in cui saranno fischiate le orecchie a Braschi e Gervasoni (i veri avversari della serata, pluricitati nei cori-sfottò). Più che una partita internazionale è stata perciò un’occasione molto viola per alzare la voce contro i vertici arbitrali, sostenere Borja Valero e prepararsi mentalmente all’incrocio infinito con la Juve. Occhi puntati anche su Gomez, titolare e ancora meno brillante delle sue scarpette verdi metallizate, nonostante un gol annullato per fuorigioco microscopico. Marione è ancora poco reattivo nei contrasti, ma pochissime palle gli sono arrivate per mettersi in mostra nel gioco aereo, il colpo migliore del suo repertorio. Apre la partita una punizione che Ilicic calcia con la stessa sapienza vista contro l’Atalanta, solo che questa volta il campo è opposto e l’avversario aggiunge modesto valore tecnico alla grande buona volontà. Pareggia nel finale Vestergaard, che fa secco Compper e batte Rosati con un colpo nell’angolo. Il risultato conta pochissimo.
    POCO da segnalare per un tempo intero, a parte l’eccezionale numero di sbadigli. Non male come partita di allenamento, essendoci anche la musichetta dell’Uefa a dare un po’ di tono al prepartita. Premio simpatia ai quasi duecento tifosi danesi arrivati a Firenze per fare i turisti: difficile accreditare all’Esbjerg (ieri in campo con parecchie riserve) mezza possibilità su cento di poter recuperare il 3-1 viola dell’andata. Fiorentina in campo in versione accettabile, sebbene predisposta al minimo impegno nei contrasti per evitare ogni tipo di problema fisico. 
    DA RICORDARE solo un blitz di Matos e una deviazione aerea di Compper nel contesto di una prima frazione passata dai giocatori a corricchiare e dai tifosi a insultare vecchie e nuove conoscenze arbitrali. Cambia un po’ il ritmo nella ripresa, il gol iniziale di Ilicic sembra una scossa promettente. In realtà poi la partita regredisce al livello di buon allenamento ripreso dalle telecamente e solo a volte il giro palla è rapido. Il gol finale di Vestergaard sciupa un po’ la serata. Ma è meglio francamente conservare le energie per qualcosa di più complicato.

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