Viola, nervi saldi… servono punti per la Champions League

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    Fiorentina-Atalanta Montella PizarroSe vincere aiuta a vincere, come dice Montella tatuando il concetto su ogni conferenza stampa, la Fiorentina dovrà almeno pareggiare contro la squadra più in forma del campionato (dodici partite senza sconfitte, portiere imbattuto da 345 minuti). Continua a Parma lo slalom parallelo con il Napoli, che ha sei punti di vantaggio e il turno casalingo contro il Genoa: mancano 14 partite e se il terzo posto è un progetto sostenibile la Fiorentina dovrà tenere il passo sperando di arrivare allo scontro diretto (23 marzo al San Paolo) con 3 punti di distacco. Ci vogliono nervi saldi e idee chiare: «Abbiamo sempre fame e lo dimostra la nostra continuità», ha assicurato l’allenatore viola. Che com’è noto pensa a un avversario alla volta: stasera il Parma, giovedì l’Esbjerg nel ritorno di Europa League, domenica la Lazio a Firenze prima della possibile immersione nel trittico contro la Juve, tre partite in undici giorni fra campionato e ottavi di coppa.
    Il solito ingorgo di partite e la novità è che la Fiorentina si presenta (quasi) al completo avendo recuperato anche i tre infortunati più recenti: Cuadrado, Gonzalo e Vargas. Il primo ha risolto i suoi problemi muscolari e si prepara a partire titolare, il difensore spagnolo è riemerso da una doppia e ravvicinata contrattura, Vargas potrebbe giocare con un tutore alla mano appena operata. Gli unici problemi per lui — a parte l’equilibrio e un probabile timore negli scontri fisici — sarebbero legati all’allenamento ridotto nel corso dell’ultima settimana. Tante opzioni di scelta, forse perfino troppe dopo un periodo condizionato dalle assenze. Perfino Marione Gomez, visto in progresso in Danimarca dopo il rientro contro l’Inter, potrebbe partire titolare. Difficile che succeda, ma la staffetta con Matri comunque è prenotata.
    La Fiorentina se la sta giocando su tre fronti, quattro con quello arbitrale perché continua a essere tantissima l’amarezza per il modo in cui è maturata la sconfitta contro l’Inter. Montella si è già lasciato intrappolare negli scontri verbali e da allora si è fatto più furbo: «Figurarsi che non so nemmeno chi è l’arbitro della partita». E poi: «Noi accettiamo tutto o quasi, talvolta resta l’amarezza poi però si va avanti. Il fatto è che a volte ci sono arbitri che permettono di più come è stato contro l’Inter, altri di meno. E una squadra brava e furba deve sapersi adattare all’arbitro che ha davanti».
    Saggezza zen, più o meno come quella sull’utilità di vincere che aiuta a vincere. E la rabbia che aiuta a vendicarsi? «In effetti all’andata Gobbi ci segnò nel recupero, fu un colpo durissimo» (soprattutto per Neto, che valutò male la traiettoria del cross). Quante cose sono cambiate da allora. E Cassano com’è diventato nel frattempo? «Se è in giornata è difficile limitarlo. Dipende molto da lui, però».
    E questo magari potrebbe essere un vantaggio.