Viola, voglia di vendetta.. meno riposo rispetto alle avversarie ma contro la Lazio gara da vincere

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    Sousa Palermo Come riporta La Nazione, In anticipo rispetto alle concorrenti chic (Inter, Napoli, ancora di più la Juve che giocherà 26 ore e mezzo dopo) la Fiorentina oggi accoglie l’indefinibile Lazio.
    Una squadra con motivazioni alterne – a volte deboli, oppure micidiali – che poco rassicura per i precedenti contro i viola: da queste parti risultati modesti contro la Lazio, che ha fra l’altro un numero 21 con un doppio cognome e un pessimo precedente a Firenze. Milinkovic-Savic è stato l’inciampo dell’estate viola e il blitz in sede con successivo sgarbo – si può chiamare così? – ha lasciato cicatrici molto parzialmente cancellate nel reparto dal successivo innesto di Suarez.
    Stasera Milinkovic-Savic incrocerà Vecino (stessa zona di campo), la risposta viola con un giovane valorizzato in un contesto tecnico di primo livello. Milinkovic-Savic troverà anche una Fiorentina diversa rispetto a quella che – dopo un intreccio di telefonate con non si sa chi – ha deciso platealmente di scartare lo scorso 25 luglio, quando lo psicodramma sportivo del ripensamento grandinò sullo stadio Franchi.
    L’anticipo contro la Lazio ha offerto a Sousa lo spunto per mettere in evidenza un concetto: anche se il calendario era noto da tempo, resta l’evidenza di un recupero fisico inferiore rispetto alle altre squadre di testa; concetto doppiamente doloroso, perché Sousa è entrato nel trend dei fedelissimi e pochi protagonisti sembra intenzionato a cambiare in partenza.
    L’allenatore viola ha fatto riferimento ai controlli antidoping – tre in una settimana – che evidentemente «testimonaniano il grande interesse per una delle squadre di testa». Sousa non ha certo contestato i controlli – che hanno riguardato anche altre squadre – ma poco ha gradito la tempistica, perché i prelievi hanno costretto i giocatori sottoposti a verifica a partecipare solo in parte all’ultimo allenamento prima della partita contro la Lazio.
    La Fiorentina gioca l’ultima partita del girone di andata ricordando che il più recente titolo di campione d’inverno sta per compiere 17 anni (1998-99, Trap in panchina). Chiudere a quota 41 rappresenterebbe anche il risultato migliore ottenuto da quando ci sono i Della Valle, tutti calcoli sui quali Sousa sorvola non per scaramanzia – che pare non lo condizioni – ma per timore di vedere in campo una squadra provata.
    Non nel senso della familiarità fra i giocatori, ma provata fisicamente per il superuso degli stessi protagonisti praticamente senza ricambi dal secondo tempo contro l’Empoli (22 novembre). Sul tema Sousa ha risposto così: «Se qualcuno non ha offerto la qualità che prevista, la responsabilità è stata mia».