Vittorie e terzo posto che fanno sognare ma serve un miglior gioco.. e il cambio di marcia di alcuni giocatori

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Quattro partite, tre vittorie che valgono nove punti, il terzo posto in classifica, cinque gol realizzati, tre subiti e +1 in media inglese. Numeri incredibili, sperati ma forse non aspettati perché fatti da una Fiorentina cambiata, rivoluzionata rispetto al passato ma ancora in cerca di una sua identità, di un suo gioco.
E’ chiaro che le vittorie, i punti conquistati quando non giochi bene, in mezzo alle difficoltà sono le migliori perché vuol dire che quando ci saranno meno difficoltà, un gioco più piacevole le cose andranno ancor più bene. Almeno questa è la logica.
Di sicuro, però, non è che non riuscire ad avere una sua identità, un suo gioco, la Fiorentina potrà farlo per molto tempo. Perché poi, sempre la logica, ci saranno anche momenti negativi e sconfitte.
Dopo l’inaspettato ko contro il Basilea al Franchi in Europa League tutti attendevano una pronta risposta da parte di Paulo Sousa e tutta la squadra. E così è stato. Contro il Carpi è arrivata la prima vittoria esterna (e sarebbe potuta essere la seconda se a Torino non ci fosse stato quel secondo tempo contro il Toro) ma chiaramente quello che preoccupa un po’ tutti è quella mancanza di un certo tipo di gioco.
Fino a oggi Paulo Sousa ha provato, cambiato vari moduli di gioco: dal sul 4-2-3-1, al 3-4-2-1, al 3-5-2, schierando tutti i giocatori, alcuni in ruoli non proprio nelle loro corde o adattai in altri.
suarez borrielloQuesta situazione è figlia anche di una scelta in fase di calciomercato di ridurre numericamente la rosa, soprattutto in difesa e a centrocampo.
Da certi giocatori, però, ci si aspetta di più. A iniziare da Mario Suarez. Sicuramente è arrivato da poco in Italia e nel calcio italiano, quindi è necessario anche il tempo di ambientamento ma per adesso, però, non ha fatto vedere (nemmeno a tratti) quel giocatore importante ammirato nell’Atletico Madrid.
Discorso simile anche per Bernardeschi, anche se in questo caso c’è da dire che Paulo Sousa quando lo fa giocare non lo fa mai nello stesso ruolo ma il giocatore viola viene adattato in più ruoli: da esterno a seconda punta a giocatore che centralmente si abbassa sulla linea dei centrocampisti.
Comunque, non è solo un discorso che riguarda questi due giocatori ma un po’ tutti.
In più, però, molto ci deve mettere anche Paulo Sousa. In pochi mesi ha stravolto filosofia di lavoro e modo di giocare a una squadra che per tre anni ha ragionato e giocato in maniera diversa.
Se però giocando non bene, con una rosa ristretta, con giocatori che ancora non hanno mostrato quello che possono dare la Fiorentina è terza in classifica che ben venga questa situazione. Adesso mercoledì al Franchi arriverà il Bologna, poi domenica sarà a San Siro per sfidare l’Inter, poi la partenza per Lisbona per giocare contro il Belenenses per la seconda giornata di Europa League e poi la gara casalinga contro l’Atalanta per chiudere il primo tour de force della stagione.
suarez foto squadraL’augurio, la speranza è che in queste quattro partite Paulo Sousa e la squadra diano continuità, concretezza a quanto fatto fino a oggi, iniziando anche a trovare un gioco migliore. Perché giocando bene sarà anche più semplice arrivare alle vittorie…

Autore: Gianni Ceccarelli, Fiorentina.it