Da Viviano a Pradè passando per Palombo, Quagliarella e Schick. Quanti incroci Samp-Fiorentina

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Gli ostacoli del cuore. Quelli che portano al dover difendere i colori del Doria ma essere di fede viola. La partita speciale di Emiliano Viviano che si ripete ogni anno sta racchiusa lì. Tra il cuore ed il dovere. Tra un giglio tatuato sul cuore ed un blucerchiato per mestiere. Ha provato a fare il profeta in patria. Senza grandi risultati. Dopo un’estate passata a rincorrere la maglia viola con la promessa di restare fermo un anno pur di arrivare in riva all’Arno mentre Palermo ed Inter non trovavano l’accordo per liberarlo. Da lui a Daniele Pradé. Obiettivi comuni: fare grande la Fiorentina.  Quando portò Pepito Rossi a Firenze iniziò il suo progetto. Quando in 20 mila accolsero Mario Gomez lo completò. Ma anche qui senza esito positivo. E quella stoccata a Cognigni che rilasciò prima della gara d’andata  (andrei più volentieri a cena con l’arbitro di Siena-Milan che con Cognigni) la dice lunga su come le parti si siano lasciate. Ed anche su come l’attuale dirigente doriano abbia dovuto vivere i suoi ultimi mesi fiorentini. Versione ribadita anche ieri, con l’appellativo di uomo nero. Per Pradé, domenica, varrà di più.

Marco Giampaolo in viola non ci arriverà neanche a questa tornata. Nonostante a Corvino piaccia tantissimo.  Ed il suo profilo sia perfetto per costruire e ripartire. Ma la Samp non lo lascerà partire. Anzi. Nella giornata di oggi è stato blindato, ufficialmente, con il rinnovo. Palombo e Quagliarella la maglia viola l’hanno vestita poco e nulla. Entrambi giovanissimi, l’attaccante quando la Fiorentina neanche si chiamava così e giocava in C2. E Cavasin, a volte,  neanche lo faceva spogliare. Entrambi mille volte vicini a tornare a Firenze. Soprattutto Palombo. Quasi da tormentone, un po’ come Borriello. Nome buono per ogni sessione. Ma mai arrivato. E poi c’è Schick. I 15 milioni di euro che la Fiorentina ha offerto alla Sampdoria sono stati rispediti al mittente. E adesso ne servono il doppio. Muriel più e più volte è stato ad un passo dal viola. Ma l’Udinese ha sempre chiesto troppo. Così come vicinissimo è stato anche Bruno Fernardes. Nell’ultimo giorno di mercato di quel famoso gennaio era praticamente un giocatore della Fiorentina. Poi però arrivò il blocco da parte dei vertici gigliati al ds Pradè. E Gonzalo? Il suo nome circola in chiave Samp. Ma da Genova smentiscono. E poi Sousa. Ferrero lo scartò quando lo scelse la Fiorentina. “Ci ho parlato, vuol fare troppo il professore” disse il patron blucerchiato. E forse tutti torti non li aveva. Diviso a metà, Ferrero, tra Firenze dove vive la compagna e la eccentrica fede blucerchiata. Che si era preso Montella liberandolo dalla ‘prigionia’ retribuita della clausola imposta dal contratto con la Fiorentina. Semplice lasciapassare verso il vero obiettivo dell’ex tecnico viola: il Milan, dove poi è approdato. L’ultimo Sampdoria-Fiorentina a Marassi, Ferrero si vide costretto ad esonerare Zenga. E la Fiorentina spera di poter bissare la vittoria dello scorso anno. Allora i viola inseguivano il sogno scudetto da capolista. Quest’anno l’obiettivo è provare ad entrare in Europa League con una rimonta disperata. Ostacoli del cuore ed incroci pericolosi, permettendo.

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Veleno
Ospite
Veleno

In quale universo parallelo la Fiorentina ha offerto 15 milioni per Schick?

geronimo
Ospite
geronimo

……per Muriel l’udinese ha chiesto troppo…… invece alla samp lo ha venduto GRATIS . purtroppo salta sempre fuori la dimensione della fiorentina TG DDV , gnini esecutore solo un iesman che x il suo stesso ruolo resterà sempre antipatico a tutti… antecedentemente, ora, domani , dopodomani…. finchè il vento non cambierà….. allora la prima mossa sarà VIA gnini a lui tutte le colpe e si ricomincia il ciclo ….. ma sono visioni lontane siamo solo al secondo tour cioè al BICICLO …. via e pedalare

Girolamo Savonarola
Ospite
Girolamo Savonarola

*** EMI VIVIANO UNO DI NOI ***

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