‘Voce grossa contro le piccole’: l’insidia Crotone e il trend positivo, prima di sfidare le big

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‘Una Settimana da Dio’. Niente Jim Carrey, Morgan Freeman o Jannifer Aniston, solo l’ambizione di una Fiorentina che vuol continuare a mettere punti alla propria classifica. Le vittorie contro Torino e Benevento, dopo l’acuto con l’Udinese: Pioli vuole chiudere il cerchio, i viola puntano al poker di successi consecutivi per imporsi come prima alternativa al gruppetto di testa. ‘Fare la voce grossa contro le piccole’, oppure semplicemente rispettare i pronostici: mai facile specie nel campionato italiano, soprattutto contro squadre che fanno la guerra su ogni pallone e cercano ogni minimo punto per arrivare alla salvezza.

Pioli lo sa bene, l’anno scorso allo Scida capitolò 2-1 con l’Inter: fu l’inizio del tracollo che portò all’esonero. Quest’anno la sua squadra arriva in Calabria con ben altro spirito, e con la voglia di continuare una crescita evidente. Di risultati e anche di prestazioni, con un nuovo 4-3-3 e meccanismi sempre più oliati. Ecco perché non ci sarà grosso turnover, anche se l’assenza di Thereau dovrà costringere i viola a cambiare qualcosa nella gestione della palla e delle azioni, in fase difensiva e offensiva. Il francese è una sorta di Mandzukic per Pioli: dà fisicità, tiene palla, attacca la porta e dà esperienza. Eysseric ha evidentemente altre caratteristiche, così come Gil Dias. Andranno sfruttate altre situazioni.

Contro una squadra, il Crotone, che è sì considerata una piccola, ma ha una storia recente e una solidità ben diversa da quella di Verona e Benevento, ad esempio. La Roma qualche giorno fa ha faticato e non poco contro i calabresi, vincendo con un rigore dubbio. Il Torino allo Scida ha pareggiato, l’Inter ha vinto solo nei minuti finali rischiando più volte di prendere gol. Insomma, in casa il Crotone (che ha fatto 4 punti contro Benevento e Verona) vuole costruirsi gran parte di salvezza, e non sarà facile per i viola. Una classica ‘gara trappola’, per di più con le gambe pesanti al termine di una settimana che ha dato morale ma anche fatto spendere energie.

Fin qui la Fiorentina ha steccato solo la sfida contro il Chievo (dopo un approccio comunque ottimale e il gol immediato di Simeone), poi contro le piccole si è sempre imposta, facendo bottino pieno contro Verona, Udinese e Benevento e vincendo anche contro il Bologna. Una netta controtendenza rispetto al ciclo Sousa: l’anno scorso i viola persero 15 punti nelle sfide contro le ultime 5 in classifica (un pari e un ko con il Genoa, pari con il Crotone e con il Pescara, sconfitte con Empoli e Palermo), mentre due anni furono buttati 11 punti contro le ultime sei della classe.

Allo Scida, insomma, servirà dimostrare di essere sulla strada giusta. Ed evitare cali di tensione in un momento topico della stagione. Perché poi inizieranno le sfide contro le big: Roma, Lazio e Napoli da affrontare nel giro di cinque partite (contro Inzaghi e Sarri in trasferta), e lì sarà un altro bel banco di prova. Intanto, serve consolidare il 7° posto, magari sfruttare un passo falso della Samp (oggi contro il Chievo), senz’altro staccare il Milan di Montella e Kalinic. Perché senza coppe, forse, la Fiorentina può dire la sua in questo campionato.

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onsag
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onsag

Dobbiamo attenderci che anche dalla panchina vengano contributi consistenti alla crescita della squadra, perchè, anche senza le coppe, non si raggiungono obbiettivi con solo 13/14 titolari. Questo Pioli lo sa bene e spero che sia bravo a trovare queste risorse: a leggere i nomi dei panchinari io mi arrenderei subito, ma io non sono Pioli e se è davvero un grande allenatore riuscirà ance a “cavare un pò di sangue dalle rape”, come si suol dire. Tanto per essere chiari: se l’alternativa a Badlj sono Sanchez o Cristoforo allora sarebbero dolori nel caso di doverlo sostituire. Mi pare oltretutto che… Leggi altro »

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