Missione (quasi) impossibile, voglia di battere una big: l’impresa manca dal 3-0 al Napoli. E a Firenze torna Berna bianconero

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Bianconeri (quasi) imbattibili, sulla carta non c’è storia. Ma il Franchi ci crede, come Davide contro Golia. Firenze prova a sognare.

Sulla carta non c’è storia. O quasi. Dodici vittorie su tredici per la Juve, imbattuta con il miglior attacco (28 gol) e la miglior difesa (8 reti subite), la miglior coppia gol della Serie A (Ronaldo-Mandzukic, 15 gol e 8 assist in due), primato già a +8 sulla 2° dopo 13 giornate e una rosa di qualità infinita, dal valore stimato di circa 800 milioni di euro. Cinque pareggi di fila per la Fiorentina, la vittoria che manca da due mesi (5 punti in 6 partite), un attacco che non segna (5 gol complessivi degli attaccanti, 4 gol segnati dalla squadra nelle ultime 6 partite), tanti singoli che stanno deludendo (Simeone, Pjaca, Mirallas e non solo); 9° posto a -19 punti dai bianconeri, valore stimato della rosa di circa 250 milioni. Eppure, Firenze sogna. Ci crede.

DAVIDE CONTRO GOLIA. O almeno, prova a crederci. Perché Firenze si accende nelle sfide impossibili. Quelle dove hai tutto da guadagnarci. E allora la giovane Fiorentina di Pioli viene trascinata dai tifosi, da quella passione che in tempi di freddezza e distacco torna a riaccendersi. Proprio per la madre di tutte le partite. Dall’esterno parlano di provincialismo, ma l’essere fiorentino vuol dire difendere la fiorentinità contro il potere, contro i più potenti e i più forti. La realtà è una sfida che riporta al Davide contro Golia, oggi più che mai. La piccola e giovane Fiorentina, quasi in crisi, contro i ‘mostri’ quasi imbattibili bianconeri. “La Juve non è imbattibile: testa e cuore, vogliamo vincere”, ha detto Gerson. “Con la Juve è speciale, onoriamo la partita per Astori. Non siamo in crisi, vogliamo tornare a vincere”, ha fatto eco Vitor Hugo. “Juve fortissima, ma vogliamo vincere”, le parole di Veretout. Il gruppo, al di là di tutto, ci crede. Solo Mourinho in stagione è riuscito a far uscire dal campo con una sconfitta la squadra di Allegri. Che con Ronaldo e la maturazione degli altri giocatori ha aumentato il proprio livello, in Italia e in Europa.

LA SPINTA DEL FRANCHI. Nonostante tutto, però, si va verso il tutto esaurito al Franchi, verso una quota 40 mila difficilmente pensabile qualche settimana fa. Segno che c’è voglia di crederci, di fermare la corazzata bianconera (e non è un seguito “per il progetto”, come detto da Corvino, quanto più un amore incondizionato per la maglia e la fiorentinità). Pur in un momento complicato di Pezzella e compagni. Un crash test per una difesa che fin qui ha comunque retto (10 gol subiti in totale, 3 in 6 partite casalinghe). C’è voglia di una grande serata, magari d’impresa. Di vittoria contro una big. E che big. L’ultima volta fu il 29 aprile scorso: Fiorentina in corsa per l’Europa, al Franchi finisce 3-0 contro il Napoli. Il ciclone Simeone (già, sembra passata una vita), la tripletta, il tripudio dei tifosi. Una vittoria che consegna di fatto lo scudetto alla Juve, ma poco importa. Firenze esulta per il colpaccio. Anche se poi sarà fine a se stesso, vista la sconfitta contro il Cagliari, proprio al Franchi, di due settimane dopo. Addio Europa dopo la rincorsa per Davide.

EX. Sette mesi dopo, Firenze proverà di nuovo a trascinare i viola ad un’impresa. La Fiorentina di Pioli, del resto, ha raramente demeritato contro le grandi. Raccogliendo spesso poco, sì, ma mai venendo stracciata. Come in questa stagione contro Inter, Napoli, Lazio, Roma. Anche se la Juve, senz’altro, è di un altro pianeta. Tornerà a Firenze anche Federico Bernardeschi. Quel giovane cresciuto in viola che molti vedevano come capitan futuro, e lui stesso si sbilanciò più volte in quella prospettiva. Le sirene della Juve, il certificato per ‘mal di pancia’ per non presentarsi in ritiro e una serie di dichiarazioni, cori e striscioni segnarono però una netta rottura. E lui a febbraio si ripresentò per la prima volta al Franchi sommerso dai fischi, dal 10 viola al 33 bianconero. E segnò su punizione il gol che indirizzò la partita. Rientrerà, domani, giusto contro la Fiorentina, dopo l’infortunio che lo ha fermato mentre si stava imponendo come partner di Ronaldo. Sfiderà l’amico Federico Chiesa, si incrocerà con Marko Pjaca. Altro ex della partita, che potrebbe partire dalla panchina. Finora praticamente mai incisivo in viola, cerca la scintilla proprio contro la sua Juve. Chissà che non possa essere l’occasione giusta: sarebbe una storia troppo bella, ma Firenze sogna. O prova a sognare. Una missione quasi impossibile.