Zarate Kid III si gira in Viola…La nuova vita italiana di Mauro Zarate

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    zarateCome riporta La Gazzetta dello Sport, da «anti-Totti» ad «anti-tutti». Ventotto anni vissuti alla massima velocità da Mauro Zarate. Alti e bassi con picchi così estremi, nel bene e nel male, da renderne difficile il racconto. Un talento tecnico innegabile accompagnato da una discontinuità, mista a stravaganza, che ne hanno frenato la carriera. Adesso «Zarate Kid» si tuffa nel mondo viola. Contratto fino a giugno 2018, ingaggio che oscilla intorno al milione e mezzo, circa due i milioni versati nelle casse del West Ham. Dopo Lazio e Inter, via allo Zarate parte terza in Italia. Ieri è arrivato a Firenze, ha sostenuto le visite mediche e visitato il centro sportivo. «Sono molto contento», ha detto. Oggi si allenerà e in giornata è atteso il transfer. Se arriva, domenica con il Torino può andare in panchina. La Fiorentina ci spera.
    Dopo la vittoria del Mondiale Under 20 nel 2007 con l’Argentina, Zarate accetta i soldi dell’Al-Sadd. In Qatar però gioca poco, il campionato non lo attrae. Prima va sei mesi in prestito al Birmingham, nell’estate del 2008 stessa formula ma con diritto di riscatto per approdare alla Lazio. Dove fa il fenomeno. Parte quarto nelle gerarchie, presto diventa insostituibile. Chiude l’anno con 41 presenze totali, 16 gol e 8 assist. Lotito è costretto a riscattarne il cartellino a suon di milioni (20) che ne fanno, insieme ai 3 già sborsati, l’acquisto più oneroso della sua gestione.
    Nei due anni successivi Zarate segna e incide poco. Nel 2011 passa in prestito all’Inter, senza ritrovarsi. Torna alla Lazio ma i problemi aumentano. Negli anni precedenti l’extra campo era più legato al gossip, dalla relazione (poi diventata matrimonio) con l’ex coniglietta e showgirl Natalie Weber, a interviste personali in cui si professava metrosexual (molto attento alla cura del corpo e dell’aspetto). «Uso creme, ho molti profumi e diversi tatuaggi, sto attento al mangiare, mi depilo tutto il corpo e faccio la ceretta», disse. Poi arrivarono i guai veri.
    Saltato il trasferimento alla Dinamo Kiev, i rapporti tra Zarate e la Lazio, club nel quale era tornato, si deteriorarono rapidamente. Accuse di mobbing da una parte, cause legali dall’altra (fu beccato alle Maldive nonostante avesse mandato un certificato medico che lo autorizzava a non allenarsi per esaurimento nervoso). Udienze e pronunciamenti si sono accavallati fino alla decisione, ricordata dall’avvocato laziale Gentile negli ultimi giorni, di un risarcimento pari a 6 milioni da versare alla società biancoceleste. Soldi che ancora ballano. Nel frattempo Zarate si rilanciava in Argentina (al Velez) e tornava in Europa (tra West Ham e QPR). Adesso l’occasione viola. La Fiorentina è convinta di aver pescato benissimo, puntando sull’indiscutibile talento dell’argentino. Gli anni, i due figli, le vicissitudini. Tutto, secondo la Viola, ha contribuito a farlo maturare. E’ il momento, pensano, di esplodere definitivamente. La sfida è molto affascinante, i mezzi tecnici sono dalla sua. Basterà?