Zarate si riprende i viola, pronto a essere titolare

    0



    Fiorentina-Celta Vigo ZarateIl campionato di Zarate inizia domenica prossima. Il doppio blitz in Argentina per seguire da vicino alcune questioni personali – si dice la malattia di un parente stretto, ma su questo è calato il giusto riserbo – gli ha tolto ritmo e anche concentrazione, tanto che a Torino (dopo il primo viaggio) Maurito è andato solo in panchina, saltando poi la partita contro il Chievo. Ieri è tornato a Firenze e oggi si presenterà al centro sportivo per riprendere la preparazione con i compagni, sperando di ritagliarsi uno spazio per la partita contro il Genoa. In Argentina ha continuato ad allenarsi per non perdere troppo terreno.

    Il ventilato arrivo di Jovetic rischiava di mettere l’argentino in seconda fila, ma lui avrebbe comunque reagito. Non avrebbe chiesto di essere ceduto, ma si sarebbe messo a lavorare come ha fatto quando si è presentato quest’anno nel ritiro di Moena.
    In Trentino era arrivato un Maurito completamente trasformato, pronto al sacrificio, deciso a guadagnarsi un posto in squadra per rilanciare una carriera che in Inghilterra non ha preso la piega voluta. Qualche incomprensione di troppo lo hanno spesso messo in cattiva luce, togliendogli la possibilità di essere protagonista come nei primi anni nella Lazio.

    Talvolta è stato lui a non essere impeccabile in campo e fuori. Talvolta ha scontato l’etichetta di ‘testa calda’ appiccicata troppo in fretta. Negli ultimi anni, però, pare aver ritrovato la serentà giusta e la Fiorentina avrà tanto bisogno delle sue qualità tecniche che non si discutono. Magari un po’ anarchico con i compagni che lo odiano o lo amano. Anche gli allenatori, del resto. Sousa lo stima e lo ha saputo prendere per il verso giusto. E quest’anno ci sarà tanto bisogno della sua imprevedibilità, soprattutto se continuerà a essere così coinvolto come a Moena.

    Incredibile vederlo inseguire gli avversari anche fino ai limiti della propria area di rigore. Insomma, uno Zarate quasi irriconoscibile, sperando di vederlo così per tutto l’arco della stagione perché anche i suoi gol serviranno come l’ossigeno. Soprattutto se Sousa decidesse di giocare con due punte.